Un turismo sostenibile…per tutti. Creando valore condiviso

Un’esperienza autentica, per il visitatore, che compie delle scelte etiche all’interno del proprio viaggio, valorizzando il patrimonio naturale, sociale e culturale del luogo. Ma anche un modello in grado di finanziare la conservazione forestale e la produzione di reddito locale. Questo, e molto di più, è per noi il turismo comunitario nella Sierra Nevada de Santa Marta.

6Nella Sierra Nevada sorge la Ciudad Perdida. Un trekking di 4 giorni tra paesaggi mozzafiato e natura maestosa, fino ad arrivare ad uno dei patrimoni culturali più affascinanti e misteriosi del mondo. Ma il potenziale della regione non si limita alla Ciudad Perida. Visite a fattorie-modello, tour guidati scientifici, con attività che vanno dal bird whatching agli appostamenti. Per arrivare ad attività ancora più partecipative, in cui il visitatore “si sporca le mani” e prende parte in prima persona ad azioni di riforestazione, piantumazione e monitoraggio degli alberi. Lo sviluppo di questo tipo di turismo comunitario ha il potenziale di creare meccanismi diretti di finanziamento e mantenimento dell’area di conservazione forestale. Ed il modello di turismo che proponiamo nella Sierra Nevada nasce proprio con quest’idea: aggiungere valore e dare rilevanza economica alla conservazione del patrimonio ambientale.

Verso un turismo che crea valore per le attività economiche locali e promuove la coesione della comunità.

È il caso di “Futuro della Sierra”, microimpresa con uno storico di attivismo nel recupero ambientale della Sierra e grande esperienza con la comunità. Mossi dalla ferma convinzione che devono essere i locali a gestire le attività che si creano nell’ambito dei nostri progetti, abbiamo deciso di affidare a questa microimpresa la gestione del vivaio comunitario di El Mamey, punto chiave di passaggio per il trekking alla Cuidad Perida.

Attraverso accordi con operatori turistici locali, volti a definire un contributo simbolico richiesto ad ogni visitatore, stiamo creando le fondamenta di un circolo virtuoso in cui, oltre a coprire le spese di gestione del vivaio, si possono finanziare i costi fissi dell’opera di riforestazione e promuovere attività economiche vincolate alla creazione di un beneficio per tutta la comunità.

In questa rete di parti beneficiate dal turismo sostenibile nella Sierra, ci sono poi le microimprese agricole, dal momento in cui viene a crearsi una piattaforma per la vendita di prodotti lavorati e confezionati in loco.

L’organizzazione delle attività locali legate al turismo segue una logica collettiva, permettendo all’intera comunità di relazionarsi con compratori di prodotti agricoli e pacchetti turistici, sulla base di una forma contrattuale più solida rispetto a quella che avrebbe il singolo. Grazie alla dimensione collettiva, la comunità è in grado di creare un senso di coesione e portare a termine investimenti che prima non sarebbero stati possibili.

E c’è ovviamente il turista stesso, come rappresentante di una società globale anch’essa beneficiaria di questo circolo virtuoso.

Questo modello di turismo permette di conservare tutta una serie di valori ambientali e socioculturali, dalla produzione di ossigeno e acqua alla conservazione delle tradizioni locali, della storia e delle diverse identità comunitarie che coabitano la Sierra.

Contrapponendosi alla “formattazione” della zona e delle culture locali per fare spazio ai turisti, il sistema che proponiamo si basa sullo scambio e sull’interazione diretta fra diverse culture, con l’obiettivo di creare un modello inclusivo nel quale il visitatore sarà, allo stesso tempo, sostenitore e beneficiario.

Ci avviciniamo sempre di più a un modelo di “Turismo comunitario per lo Sviluppo“, in cui il turismo nella Sierra diventa un veicolo di creazione di valore condiviso. Per fomentare un’economia socialmente e ambientalmente sostenibile. Per dare rilievo alla conservazione forestale. E per creare consapevolezza a livello locale e globale.